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Dal 28 al 30 Aprile 2017

Puglia - Gallipoli, Soleto, Corigliano D'Otranto, Nardò (LE)

Al momento Dal 28 al 30 Aprile 2017 non presenta offerte disponibili

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Gallipoli

Gallipoli, bagnata dal Mar Ionio, sorge sulla costa occidentale della penisola Salentina, nel Golfo di Taranto. Caratteristica è la divisione della cittadina in due zone ben definite: la  "città vecchia"  e il "borgo nuovo". Il suggestivo centro storico, ricco di costruzioni antiche e affreschi, sorge su di un'isola calcarea collegata alla terraferma da un ponte in muratura. Intorno al 1500 si costruiscono le possenti  mura di cinta, per fronteggiare gli attacchi nemici, ridimensionate in altezza, alla fine dell'800, fino all'attuale strada panoramica che, circondando l'intero isolotto, consente  di godere di fantastici scenari (resta delle antiche mura un unico frammento ancora oggi in buono stato). Guardando verso nord si scorge una parte della costa neretina, mentre a sud  è ben visibile la baia formata dal promontorio del Pizzo. Nei pressi della costa, ad ovest, incontriamo lo Scoglio dei Piccioni,  l'isolotto  del Campo ed in giornate particolarmente limpide si scorgono i profili dei monti della  Sila, mentre a sud-ovest appare chiara l'isola di Sant'Andrea, sede di un grande faro, costruito nel 1866.
Porto AnticoAttraversando il ponte, immediatamente incontriamo l'ultimo baluardo di un passato antico, la fontana greco-romana,  più antica d'Italia. Si entra nel "borgo nuovo"dove inaugura drasticamente  il  passaggio alla modernità il "Grattacielo" sito all'imbocco del Corso Roma, via nevralgica che divide la città nuova in due tronconi, detti di "scirocco" e  "tramontana". Le moderne costruzioni hanno in molta parte sostituito i palazzi costruiti tra la fine dell'800 e gli inizi del '900. Il complesso appare completamente opposto alla città vecchia, svariati sono i negozi e le strutture turistiche pronte ad accogliere le circa duecentomila presenze dei  mesi estivi

Soleto

L’origine del centro abitato di Soleto, paese nel cuore del Salento, è probabilmente antichissima e risale all’epoca messapica, di cui sono state ritrovate in una necropoli delle iscrizioni. Sopravvisse sicuramente anche in epoca romana, come dimostrato dalla citazione di Plinio di venti secoli fa (Soletum).Nell’Alto Medioevo e fino al termine del Cinquecento fu anche un’importante centro religioso e culturale di quella particolare area in seguito nota come Grecìa Salentina, accomunata da lingua e cultura italo-greca. Infatti, sotto il dominio bizantino Solento si ripopolò di abitanti di lingua e cultura greca, e queste ultime resistettero alla conquista normanna ritrovandosi ancora oggi nel dialetto locale ed in certi costumi tradizionali.l borgo antico ha mantenuto l'originario impianto medioevale, caratterizzato da vie strettissime disposte ortogonalmente, su cui si affacciano case gentilizie rinascimentali, portali di palazzi barocchi arricchiti da stemmi e da decorazioni di insolita eleganza.Il periodo di maggiore splendore di Soleto fu secoli XIV e XV, che coincise con la signoria di Raimondello Orsini-Del Balzo e di suo figlio Giovanni Antonio, principe di Taranto. In quegli anni Soleto raggiunse l’apice della ricchezza e del prestigio diventando la cittadina principale di una vasta contea.Alla morte di Raimondello, Soleto sarà governata dalla vedova Maria d’Enghien, che dopo una breve parentesi come Regina di Napoli, rafforzò la propria posizione su Soleto ingrandendo la signoria. La contea di Soleto finirà per esaurirsi nella grande signoria orsiniana chiusa nel 1463. Da quel momento in poi fulcro dell’area diventerà la ducale Galatina.

Corigliano D'Otranto

Corigliano d'Otranto dista da Lecce 26 chilometri ed è un centro agricolo e commerciale del Salento meridionale. Fa parte della Grecia salentina, area in cui si parla ancora il dialetto di origine greca: il griko. Il luogo, abitato sin da epoche antichissime, è forse di origine romana. Il paese fu greco dal VI all’ XI sec., e accolse un’importante scuola dei Monaci Basiliani che poi trasmigrò nell'Abbazia di S. Nicola di Casole, presso Otranto.Dopo i greci, fu la volta della dominazione Normanna e il paese passò di mano in mano a vari signori. Tra le famiglie più illustri ricordiamo gli Indrini, i D’Enghien, gli Orsini-Del Balzo. Furono i De Monti con Nicolantonio a realizzare una cinta muraria completa e fece costruire il castello di cui parliamo qui in basso nel XVI secolo. Tra i monumenti ricordiamo l’Arco dei Lucchetti, costruito nel 1497. È realizzato in tre blocchi di pietra calcarea, massima espressione della cultura locale, reca un’iscrizione ed una complessa simbologia. Da vedere anche Palazzo Comi (foto in alto), un edificio barocco con balconata di stampo leccese.A Corigliano d’Otranto il Castello De Monti risale al 1465, è una struttura fortificata con quattro torrioni angolari ed un profondo fossato ed occupa una superficie di 730 metri quadrati. La parte centrale del prospetto principale è caratterizzata da un corpo centrale avanzato con il portale d’ingresso sormontato da un elegantissimo balcone e quindi da tre nicchie, quella centrale con la statua del feudatario committente, le laterali con le figure allegoriche della Carità e della Giustizia. Il castello è stato arricchito nel Seicento di un prospetto barocco, evidente dalle nicchie e dalle finestre molto decorate.

Nardò

Le origini di Nardò risalgono attorno al VIII- III sec a.C. quando fu un centro dell’antica civiltà dei Messapi. La città prese il nome di Nerito (dal greco antico nar, cioè acqua), poi sotto i Romani divenne Neretum e fu eletta centro balneare a causa dell'Emporium Naunia (che era presso l'odierna S. Maria al Bagno), infine divenne l’attuale Nardò. Nel 269 a.C., la cittadina fu conquistata dai Romani e attraversata dalla famosa Via Traiana, che costeggiava tutta la riviera Ionica.Dopo la caduta romana, Nardò passò sotto il dominio dei Bizantini dal VI all’XI secolo e ciò portò alla presenza dei monaci Basiliani, che diffusero una nuova tipologia di costruzione in grotte. I Normanni si impossessarono della città nel 1055 e dal 1266 subentrarono gli Angioini, i quali svilupparono il feudalesimo. Tuttavia rimasero molto più a lungo le influenze della cultura bizantina tanto che la lingua e la liturgia greca persistono nei secoli fino al 1577, quando per ordine del Concilio di Trento il rito greco fu definitivamente soppresso. Nel 1497 il feudo di Nardò fu assegnato ad Andrea Matteo Acquaviva, il cui figlio, Belisario, ne divenne duca. La figura di Belisario è celebre fu umanista e mecenate della città dando così inizio al lungo possesso degli Acquaviva protrattosi fino agli inizi del sec. XIX quando il feudalesimo fu destituito e che vide anche momenti molto cruenti come durante il Seicento quando Gerolamo Acquaviva seminò terrore facendo assassinare il barone Pietro Sambiasi e sei sacerdoti della cattedrale a seguito di un tentativo di rivolta filofrancese dei neretini, ma di fatto assicurando Nardò agli Acquaviva ancora per diversi secoli.
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