Napoli, il cibo non consumato sulla crociere arriva nelle mense dei poveri

Continua con orgoglio la collaborazione tra la fondazione Banco Alimentare Onlus e Costa Crociere: dal 16 Settembre 2019, ogni lunedì fino al 28 Ottobre, quando le navi da crociera faranno scalo a Napoli, tutto il cibo preparato e non consumato dai viaggiatori sulle navi da crociera verrà dato in beneficenza alle famiglie indigenti campane.

Il progetto prevede che, ogni domenica, al termine della cena, gli chef raccolgano tutte le pietanze non servite agli ospiti sulla nave, che vengano sigillate in vaschette salva freschezza appositamente etichettate e una volta attraccati al porto di Napoli, il cibo venga trasportato e servito a persone indigenti nel territorio. 

Ieri, quindi, il primo furgone di Banco Alimentare ricco di cibo gourmet e di prima qualità è partito a la volta di Pompei, dove nella mensa Papa Francesco, grazie a questa bellissima iniziativa, sono stati serviti più di 200 pasti alle famiglie in difficoltà economica.

 

"Napoli diventa il decimo porto - ha commentato Stefania Lallai, direttore sostenibilità e relazioni esterne di Costa durante una conferenza stampa a bordo della Fascinosa - di un'esperienza che è arrivata anche oltre i confini italiani. Intercettiamo un valore, il cibo, che prima veniva sprecato. Consideriamo l'ospite a bordo un cittadino a cui chiediamo di mettere nel piatto solo quello che puo' mangiare. Quindi, tutto il cibo preparato ma non servito dagli ospiti va al banco alimentare".

Era di circa 216 gr per ospite il quantitativo di cibo sprecato che Costa Crociere poteva contare all’inizio del progetto di "donazioni delle eccedenze alimentari" nel 2017. Nel 2019 il quantitativo si è ridotto del 17%, ma l’obiettivo di Costa è ancora lontano dall’essere raggiunto. Come ha sottolineato Lallai, si sta lavorando per arrivare a ridurre gli sprechi di almeno il 50% entro il 2020.

Grande entusiasmo dimostrato da Roberto Tuorto, il direttore della Fondazione Banco Alimentare Campania onlus, grazie alla quale, ogni anno, vengono recuperate 7mila tonnellate di cibo per un valore che supera i 15 milioni di euro.

Fortunatamente, l’iniziativa è appoggiata anche dall’amministrazione comunale che mira a far diventare il progetto del recupero delle eccedenze alimentari "un’iniziativa della città".

"Viviamo in un momento storico" - ha detto Laura Marmorale, assessore comunale alla Coesione sociale - "in cui grande parte della popolazione mondiale vive con il minimo delle risorse possibili. Questo genera fame, disperazione, miseria e migrazioni. Un tentativo per provare a contenere questo fenomeno è ridistribuire partendo dal proprio territorio e dalla propria città". 

DLT Staff ,17 settembre 2019

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